Ricette dolci

IL SEMIFREDDO DELLA PAURA

4 settembre 2019

Terrore, panico, fobia, orrore e ansia sono gradi di intensità di un sentimento che ci accomuna tutti, la paura.
Io ho paura di volare, e non mi vergogno a dirti che non ho mai preso un aereo.
Ho il terrore delle cavallette e scappo quando ne incontro una.
Mi viene l’ansia nei posti chiusi e non prendo l’ascensore (tranne quello dell’Ikea che è bello grosso!) e una volta alle Grotte di Frasassi stavo per sentirmi male, dopo aver tempestato di domande la nostra guida per tutto il tempo del percorso, circa la possibilità di rimanere intrappolati a causa di crolli e terremoti.
Poretto!
Tolto poi che nessuno può portarmi in macchina al porto perchè ho paura di caderci dentro e di morire affogata, direi che con le mie paure ho finito! 🙂
Se ti sembrano strane senti queste:
La Stefy ha la fobia di qualsiasi animale che abbia le ali, anche di un moscerino, Antonio piange ogni volta che vede qualcuno mettersi il collirio (ha pianto anche con me, quando pensavo di avere la congiuntivite e gli ho chiesto di mettermelo) e Francesco ha il terrore degli orecchini ai lobi delle ragazze.
Rispetto le paure degli altri, cosi’ come rispetto le mie, e anzi, trovo molto divertente scoprire paure in comune con i miei amici, per riderci un po’ su insieme, per conoscerli meglio e anche per imparare qualcosa.
Qualche anno fa ho conosciuto un uomo la cui paura, quella della mediocrità, si è rivelata uno dei più preziosi insegnamenti mai ricevuti.

Dal vocabolario:
MEDIOCRITA’
“Condizione media; stato di ciò che è o si tiene ugualmente distante dai due limiti estremi.
Parità o inferiorità in rapporto alla media; condizione di equilibrio o anche di limitatezza sul piano spirituale e morale.
Persona scarsamente dotata.
L’esser mediocre; qualità di persona o di cosa che rivela capacità, attitudini, doti d’ingegno, molto scarse.
Piccolezza, bassezza, pochezza, limitatezza, modestia, scarsa abilità, inefficienza, inettitudine.
Normalità, piattezza, banalità.
Emergere dalla mediocrità.”

La paura di quest’uomo di risultare mediocre agli occhi degli altri, mi ha insegnato davvero tanto sul mio lavoro in cucina, su Albumm e, più in generale, su come affrontare la vita.
Ho imparato a sviluppare il mio senso critico ed il mio spirito di osservazione, a mettere estrema cura in tutto quello che faccio, a concentrarmi su ogni minimo dettaglio, a cercare di fare sempre del mio meglio, a riconoscere i miei limiti ma, allo stesso tempo, a credere in me stessa e nelle mie capacità.
Non si tratta di presunzione o autocompiacimento, ma di consapevolezza.
Non è paura dell’opinione altrui, ma certezza di essermi impegnata a fondo e di aver dato il massimo, perchè alla fine, il giudizio che mi sta più a cuore, è proprio il mio.
Quella del semifreddo è stata una delle prime ricette create per Albumm, circa due anni fa.
Nel tempo ho cercato di perfezionarla, provandola e riprovandola (mangiandolo e rimangiandolo 😉 ) curandone ogni particolare, fino a ritenermi abbastanza soddisfatta.
Ora credo proprio che meriti di essere pubblicata! 🙂
Dedico questo semifreddo a te Paolo, non solo perchè sei stato il primo ad assaggiarlo, ma anche per ringraziarti degli insegnamenti che inconsapevolmente mi hai trasmesso, con l’augurio che tu possa un giorno risollevare le sorti della tua vita che, a causa dell’altra tua grande paura, quella di diventare improvvisamente povero, alla fine sei riuscito a rendere davvero mediocre.


Ingredienti per 5/6 semifreddi

SEMIFREDDO
200 ml di panna fresca
1 albume
250 gr di crema di nocciole e cacao

DECORAZIONE
100 ml di panna fresca
cacao amaro in polvere
50 gr di pinoli
50 gr di zucchero di canna chiaro
25 gr di acqua
1 pizzico di vaniglia Bourbon in polvere

Prima di iniziare metto una ciotola in freezer a raffreddare per qualche minuto.
Ci verso la panna (fredda) e la monto con le fruste elettriche fino a farla diventare morbida e non troppo dura.
Aggiungo la crema di nocciole poco alla volta, mescolando delicatamente.
Monto l’albume (a temperatura ambiente) a neve e lo unisco al composto, usando una spatola.
Verso il semifreddo negli stampini di silicone, copro con pellicola e metto in congelatore.
Per preparare i pinoli seguo la ricetta LE MANDORLE DELLA CRISTINA , con l’accortezza di tenerli sul fuoco un pò meno, non aspettando che inizino a scoppiettare, perchè sono più delicati.
Quando il semifreddo è pronto lo sformo e lo decoro con la panna, montata pochissimo e ancora bella morbida, i pinoli pralinati e una spolverata di cacao amaro…ma secondo me ci starebbero bene anche due belle amarene di Cantiano.
Naturalmente esiste anche una versione vegan!
Segui la ricetta IL GELATO MIO E DELLA JONNY raddoppiando le dosi.
Se non possiedi degli stampi in silicone puoi utilizzare dei contenitori in alluminio, ricordando però di foderarli con pellicola per alimenti, per sformare i semifreddi con facilità.

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